J.F. Kennedy e la sua battaglia contro una cospirazione a livello mondiale

Era il 27 aprile del 1961, quando il neo presidente americano John Fitzgerald Kennedy (J.F.K.) pronunciò un discorso appassionato al cospetto dei massimi rappresentanti della stampa USA, riuniti presso l’hotel Waldorf-Astoria, con lo scopo di chiedere alla stampa americana “un aiuto nel fondamentale compito di informare e mettere in guardia il popolo americano” su un enorme pericolo imminente.

Un discorso sconcertante, che in una civiltà libera ed istruita sarebbe da far studiare nelle scuole come esempio e monito ai rischi a cui si va incontro nel dare ad un gruppo di persone enormi poteri e la segretezza più assoluta.

 

Questo discorso trova ampia diffusione nel mondo complottistico in quanto l’allora Presidente USA si scaglia apertamente contro una cospirazione monolitica e globale che opera nella più completa segretezza e che può contare su qualsiasi mezzo disponibile a livello di intelligence, a livello militare, politico ed economico; praticamente un gruppo che gode della completa immunità, segretezza e che possiede una sua economia parallela conferendogli un budget praticamente illimitato per le sue operazioni.

C’è chi parla a questo punto di un vero e proprio governo ombra che, grazie ai poteri assunti, è riuscito in breve tempo a scavalcare lo stesso legittimo governo americano e non dovendo rispondere alla società civile delle sue operazioni, proprio con l’assassinio di Kennedy ha compiuto il suo passo finale per diventare il regista occulto della scena politica, economica, industriale e militare non solo americana bensì dell’intero blocco dei paesi occidentali nella sfera d’influenza americana.

Questa ipotesi sembra suffragata dal discorso tenuto il gennaio dello stesso anno dal presidente uscente Dwight David Eisenhower, riguardo una enorme assunzione di potere da parte di un non meglio specificato complesso militare-industriale, nato a seguito dello sviluppo dell’imponente industria bellica americana dalle due guerre mondiali in poi.
Eisenhower fa appello ai cittadini americani nell’essere vigili e consapevoli del rischio che l’operato di questo complesso possa sfuggire di mano e si augura un controllo da parte degli americani sulle operazioni di sicurezza, affinchè non vengano intaccati i valori pacifici dell’America e possano coesistere sia sicurezza che libertà.

 

Una possibile chiave di lettura dei discorsi dei due Presidenti americani potrebbe essere che il governo era stato estromesso rapidamente dalla possibilità di predendere decisioni su determinati temi per evitare una  interferenza civile? I Presidenti forse non potevano essere ritenuti affidabili per mantenere la confidenzialità di certi segreti visto che andavano e venivano ogni quattro anni, senza che avessero idea di dove si stessero portando?

Nella loro opera di ricerca, il dottor Michael E. Salla e lo scrittore Richard Hoagland, trovarono documenti che sembrarono testimoniare un incontro tra il presidente Eisenhower ed il suo successore eletto, durante il quale, il primo, avrebbe informato Kennedy del pericolo rappresentato da un corpo militare segreto denominato Majestic 12 (in sigla MJ12), creato dal suo predecessore, il presidente Harry Truman a seguito dello schianto UFO di Roswell.

Il resto è solo speculazione, anche perchè per ovvi motivi è impossibile trovare documenti ufficiali su un assassinio di un Presidente o su un eventuale cospirazione effettuata da un gruppo militare, ma ci sono altri dettagli storici della vicenda che possono arricchire il quadro generale in modo tale che il buonsenso ci possa far decidere individualmente se davvero è plausibile una cospirazione talmente vasta e segreta al punto da assassinare il Presidente degli Stati Uniti.

Dalle indagini del procuratore Jim Garrison sull’omicidio Kennedy risulta che non fu Lee Oswald ad uccidere il presidente bensì che fu un’operazione organizzata dalla stessa intelligence americana, la quale si occupo’ a sua volta di uccidere Oswald per mano di Jack Ruby due giorni dopo l’arresto;

Le indagini di Jim Garrison furono ostacolate ed insabbiate dall’alto e nonostante le prove evidenti di un complotto (come ben raccontato dal film di Oliver Stone “JFK – Un caso ancora aperto“), la versione ufficiale rimane ancora quella della commissione Warren;

John Fitzgerald Kennedy vinse le elezioni per un pugno di voti, sia nelle primare democratiche (solo 400 voti in più di Lyndon Johnson) che nelle presidenziali contro Nixon (pochi migliaia di voti in pratica con la differenza di  0,1%) e questo potrebbe avallare l’ipotesi avanzata da alcuni ricercatori che lui fosse il terzo incomodo non calcolato da questo gruppo di potere che in qualche modo riusciva “gestire” sia Johnson che Nixon?  Sarebbe una casualità che furono proprio Johnson e poi Nixon, i due avversari su cui Kennedy vinse al fotofinish nelle elezioni, a succedergli alla presidenza ignorando totalmente le battaglie più significative che J.F.K. aveva portato avanti quando era in vita?

 

presidenti_kennedy

 

Kennedy, nei 3 anni che lo videro Presidente, prese posizioni molto forti sulla gestione delle campagne militari USA all’estero, il potere delle grandi banche, la divulgazione dei dossier inerenti gli UFO, le lobby americane e anche contro il gruppo di cospirazionisti di cui parla nel suo discorso, in pratica tutte azioni che lo avrebbero reso molto pericoloso per i “poteri forti”;

Tuttora viene ufficialmente negata l’esistenza del gruppo MJ12, rilegandola alla fantasia complottistica, anche se sono stati rinvenuti dei documenti top secret ed un manuale operativo del MJ12, l’FBI li ha definito dei falsi e tutt’ora sono ancora sotto studio di un team di esperti;

Le idee di John Kennedy furono portate avanti dal fratello Robert Kennedy (già ministro durante la presidenza di John), il quale nel marzo del 1968 annunciò la sua candidatura alla Presidenza degli Stati Uniti d’America, ma i primi di giugno dello stesso anno venne ucciso anche lui in un agguato dalla rocambolesca ricostruzione ufficiale, che rasenta quasi l’insulto all’intelligenza, attentato sul quale ancora non è stata fatta pienamente luce nonostante sia ormai acclarato che si sia trattato di un complotto;

 

Ma passiamo a leggere con attenzione le parole del diretto interessato, ecco qui la traduzione letterale del discorso di John alla stampa americana:

 

La parola segretezza è in sé ripugnante in una società libera e aperta e noi come popolo ci opponiamo storicamente alle società segrete, ai giuramenti segreti, alle procedure segrete. Abbiamo deciso molto tempo fa che i pericoli rappresentati da eccessi di segretezza e dall’occultamento dei fatti superano di gran lunga i rischi di quello che invece saremmo disposti a giustificare. Non c’è ragione di opporsi al pericolo di una società chiusa imitandone le stesse restrizioni. E non c’è ragione di assicurare la sopravvivenza della nostra nazione se le nostre tradizioni non sopravvivono con essa.

Stiamo correndo un gravissimo pericolo, che si preannuncia con le pressioni per aumentare a dismisura la sicurezza, posta nelle mani di chi è ansioso di espanderla sino al limite della censura ufficiale e dell’occultamento. Non lo consentirò, fin dove mi sarà possibile. E nessun membro della mia Amministrazione, a prescindere dal suo alto o basso livello, civile o militare, dovrebbe interpretare queste mie parole come una scusa per imbavagliare le notizie, soffocare il dissenso, occultare i nostri errori o negare alla stampa e al pubblico i fatti che meritano di conoscere.

Chiedo però a ogni editore, a ogni direttore e a ogni giornalista della nazione di riesaminare i suoi stessi parametri e di riconoscere la natura del pericolo che corre il nostro Paese. Solitamente, in tempo di guerra, il governo e la stampa si sono uniti nel tentativo, basato principalmente sull’autodisciplina, di impedire divulgazioni non autorizzate al nemico. In tempo di chiaro ed effettivo pericolo i tribunali hanno confermato che persino i diritti garantiti dal Primo Emendamento debbano sottomettersi alla necessità pubblica di sicurezza nazionale.

Oggi non è stata dichiarata alcuna guerra e, per quanto violento possa essere lo scontro, potrebbe non essere mai dichiarato nel modo tradizionale. La nostra qualità della vita è in pericolo. I nostri nemici dichiarati proliferano in tutto il globo. La sopravvivenza dei nostri amici è in pericolo. Tuttavia, non è stata dichiarata alcuna guerra, nessun esercito ha oltrepassato un confine, nessun missile è stato lanciato. Se la stampa aspetta una dichiarazione di guerra prima di imporsi l’autodisciplina delle condizioni di guerra, posso solo dire che nessuna guerra ha mai rappresentato una minaccia più grande alla nostra sicurezza. Se state aspettando un reale ed effettivo pericolo, posso solo dire che il pericolo non è mai stato più reale e la sua presenza non è mai stata più incombente.

È necessario un cambiamento di punto di vista, di tattiche, di finalità da parte del governo, della gente, di ogni uomo d’affari o leader sindacale e di ogni giornale.

Poiché siamo osteggiati in tutto il mondo da una cospirazione monolitica e spietata che si avvale principalmente di mezzi occulti per espandere la propria sfera di influenza attraverso l’infiltrazione piuttosto che l’invasione, la sovversione piuttosto che le elezioni, l’intimidazione piuttosto che la libera scelta, la guerriglia notturna piuttosto degli eserciti diurni. È un sistema che ha investito molte risorse umane e molti materiali nella costituzione di una macchina efficientissima e perfettamente oliata che combina operazioni militari, diplomatiche, d’intelligence, economiche, scientifiche e politiche.

I suoi preparativi non vengono resi pubblici, ma occultati. Ai suoi errori non vengono dedicati i titoli di testa, ma vengono nascosti. I dissidenti non sono elogiati, ma messi a tacere. Nessuna spesa viene messa in questione, nessuna indiscrezione pubblicata, nessun segreto svelato. In poche parole, la Guerra Fredda viene portata avanti con una disciplina di guerra che nessuna democrazia si augurerebbe o desidererebbe mai di eguagliare. Ciò nonostante, ogni democrazia riconosce le restrizioni necessarie alla sicurezza nazionale e resta da stabilire se tali limitazioni debbano essere osservate più rigorosamente nel caso di un attacco di questo tipo, come anche di una reale invasione e forse non ci sono consigli da dare.

Forse non c’è risposta al dilemma che una società libera e aperta deve affrontare in una guerra fredda e segreta. In tempo di pace, qualsiasi discussione a riguardo e ogni conseguenza, sono dolorose e senza precedenti. Ma questo è un epoca di pace e di pericolo che non ha precedenti nella storia. È dalla natura senza precedenti di questa sfida che nasce il vostro secondo obbligo, un obbligo che condivido. È nostro obbligo informare e mettere in guardia il popolo americano per essere certi che conosca e comprenda tutti i fatti che deve sapere: i pericoli, le prospettive, le finalità del nostro programma e le scelte da affrontare…

Ai vostri giornali non chiedo di sostenere l’Amministrazione, chiedo invece il vostro aiuto nel fondamentale compito di informare e mettere in guardia il popolo americano.

Nutro infatti un assoluta fiducia nella risposta e nella fedeltà dei nostri cittadini a condizione che siano completamente informati. Non solo non potrei soffocare le voci di dissenso fra i vostri lettori, le auspico. Questa Amministrazione vuole essere trasparente nei propri errori, perché, come disse un saggio: «Un errore non diventa madornale finché non rifiuti di correggerlo». Vogliamo assumerci la piena responsabilità dei nostri errori e auspichiamo che voi li indichiate quando manchiamo noi di farlo. Senza dibattito, senza critica, nessuna Amministrazione e nessun Paese può avere successo come nessuna repubblica può sopravvivere.

È questo il motivo per cui il legislatore ateniese Solone definì un crimine per ogni cittadino rifuggire dal dibattito. Ed è questo il motivo per cui la nostra stampa era protetta dal Primo Emendamento l’unica attività in America specificamente protetta dalla Costituzione, che non serve per divertire e intrattenere, per enfatizzare il triviale e il sentimentale, o semplicemente per dare al pubblico ciò che vuole, ma per informare, risvegliare, per riflettere, riconoscere i nostri pericoli e le nostre opportunità, segnalare le nostre difficoltà e le nostre scelte, per guidare, plasmare, istruire e a volte persino per fare infuriare l’opinione pubblica.

Questo significa maggiore attenzione e maggiore analisi delle notizie internazionali,perché non c’è più nulla di lontano ed estraneo, ma tutto è vicino e ci riguarda.

Significa fare più attenzione al capire le notizie e al perfezionarne la divulgazione. E significa che il governo, ad ogni livello, deve onorare il proprio dovere di fornire più informazioni possibili al di fuori dei più stretti limiti della sicurezza nazionale, e questo intendiamo farlo. All inizio del Diciassettesimo Secolo Francis Bacon commentò tre recenti invenzioni che stavano cambiando il mondo: la bussola, la polvere da sparo e la stampa. Ora che i legami tra le nazioni tracciati all inizio dalla bussola ci hanno resi tutti cittadini del mondo, le speranze e le minacce del singolo sono diventate le speranze e le minacce di tutti noi.

I tentativi di vivere insieme, l’evoluzione della polvere da sparo fino agli estremi ha messo in guardia l’umanità sulle terribili conseguenze di un fallimento. Ed è quindi alla stampa, biografa delle imprese dell’uomo, custode della sua coscienza, foriera delle sue notizie, che ci rivolgiamo per avere forza e sostegno, fiduciosi che con il vostro aiuto l’uomo diventerà ciò per cui è nato: libero e indipendente.

 

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