Giornalista tedesco: “Mentiamo tutti per la CIA”

In Occidente i media mainstream non sono attendibili. A confessarlo è un navigato giornalista tedesco, secondo cui il lavoro dei suoi colleghi che lavorano per editori non indipendenti va sempre preso con le molle. Lui stesso si è trovato a dover mentire per fare gli interessi della CIA.

Nel presentare il suo nuovo libro, Udo Ulfakatte ha ammesso in diretta tv di essere stato costretto a pubblicare un rapporto degli agenti dei servizi segreti americani firmando il pezzo con il suo nome. Se non avesse accettato avrebbe perso il lavoro.

“Sono un giornalista da ormai 25 anni e mi è stato insegnato di mentire, di tradire e di non dire la verità ai lettori”, ha dichiarato a RT il cronista.

 

“Negli ultimi mesi i media in Germania e in America stanno cercando di portare i cittadini in guerra. È un punto di non ritorno e voglio alzarmi in piedi per dire che quello che è stato fatto in passato non è giusto: manipolare la gente, fare propaganda contro la Russia, non è corretto”.

“Siamo pagati per tradire i nostri lettori, non solo in Germania ma in tutta Europa”, ha aggiunto il giornalista alla tv russa. “Viviamo in una repubblica delle banane e non in un paese democratico con una libertà di stampa e dove vengono difesi i diritti umani”.

 

Ulfakatte, diventato cittadino onorario dello stato americano dell’Oklahoma per i suo i testi filo americani, è uno dei pochi giornalisti a venire allo scoperto, ma non è il solo. In un intervento per una delle conferenze TedTalk, Sharyl Attkisson dell’emittente Usa Cnbc ha smascherato pratiche che vanno contro la deontologia professionale.

La giornalista investigativa ha spiegato come movimenti fasulli finanziati da politici, aziende e altre lobby con interessi speciali manipolano e distorcono in maniera molto efficace i messaggi che passano sui media occidentali.

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