Is, Anonymous contrattacca: ecco chi è o chi “sono” Abu Bakr al Baghdadi

Incuriosito da capire chi è il leader dell’ISIS e da come è nata, mi sono imbattuto in diversi articoli, questo oggettivamente risponde a tutte le domande volte a capire l’origine dello Stato Islamico. Si tratta di un articolo pubblicato il 2 marzo del 2015 da repubblica.it, ma è ancora molto attuale. Di seguito l’articolo:

Ecco la risposta di Anonymous alle minacce dell’Is/Isil/Daesh. “Oggi, dopo aver chiuso circa il 90 per cento dei loro siti internet e network di comunicazioni (private o attraverso i social), abbiamo deciso di andare in cima alla piramide”, scrive Anonymous sul web. “Abbiamo recuperato tutto ciò che dovete sapere sul diavolo incarnato: Abu Bakr al Baghdadi, leader dell’Is. Le persone devono sapere che in realtà si tratta di due persone: Abu Bakr al Baghdadi, esistito realmente in passato, ed Elliot Shimon, funzionario del Mossad israeliano.

Il primo, vero nome Ibrahim Awad Ibrahim al-Badri, non si sa se sia nato a Samarra nel 1971 o a Falluja nel 1973. Nel 2003 visse in una piccola stanza vicino a una moschea a Tobchi. Ottennbe un diploma in Studi islamici all’università di Baghdad e da lì cominciò a tenere preghiere in due o tre piccole moschee nell’area. Nel 2004 fu arrestato a Fallujah dalle forze americane in Iraq per alcuni crimini legati a gruppi di miliziani e per essere coinvolto in azioni terroristiche di matrice jihadista. Detenuto a “camp Bucca” sotto il nome di Awad Ibrahim al-Badry, fu rilasciato a dicembre dello stesso anno, tanto che ha rilevato il suo ingresso negli Usa attraverso l’aeroporto di San Francisco. Da lì scomparve – rileva Anonymous -. Non sono state più trovate tracce della sua esistenza, nonché del fatto che sia realmente in vita”.

“Il vero nome di Elliot Shimon (alias Simon Elliot) è Sham’oun Ayloot – si legge nel documento di Anonymous -. Sul suo arrivo in Iraq non ci sono informazioni esatte, ma il network globale ha scoperto che questi si è unito ad al Qaeda con il soprannome di Abu Duua ed è diventato amico con Ayman al Zawahiri. In questo periodo si è anche sposato con Saja al-Duleimi, la donna catturata l’anno scorso in Libano insieme a sua figlia. Ayloot è cominciato a crescere di importanza tra i leader qaedisti, tanto da avere in breve tempo dei seguaci. Fedeli sono a lui e non al network jihadista. Tanto che lo stesso Zawahiri si sentì minacciato.

Nel 2010, l’uomo lascia definitivamente al Qaeda e crea al Qaeda in Iraq. Nel 2013, annuncia di essere il “Califfo” e cambia il nome da Abu Duua ad Abu Bakr al Baghdadi al Quraishi. Tra giugno e luglio del 2014, ha visitato la città di Arsal nel nord est del Libano, dove ai suoi ordini ci sono circa 300 miliziani che si nascondono sulle montagne. Nell’occasione fornisce loro piani e mappe per condurre un attacco contro le forze armate del paese dei cedri. L’offensiva, in cui vengono rapiti una ventina di soldati libanesi, però fallisce e i miliziani vengono sconfitti e devono fuggire all’interno dei confini siriani. Lo stesso al Baghdadi lascia il Libano e si reca prima in Siria, poi in Turchia e infine in Iraq. Oggi, dovrebbe essere nascosto all’interno di Mosul. Per ora non siamo in grado di fare nulla ‘fisicamente’ contro di lui – conclude Anonymous -, ma continueremo a hackerare le sue reti e a mandare in carcere gli amministratori. Azioni che finora hanno ridotto drasticamente la capacità di reclutamento dell’Is/Isil”.

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