La manipolazione dei media ai tempi del terrorismo

Claudio Messora mi ha intervistato per il suo blog ByoBlu per analizzare il ruolo dei media nell’era del terrorismo.

Siamo davvero informati in modo compiuto ed esaustivo?

La risposta è no, purtroppo.

Ancora una volta i giornalisti mostrano evidenti lacune nella copertura di eventi drammatici come quello del terrorismo, oscillando fra un’informazione mainstream fin troppo ingenua e che su certi aspetti va contestata e un atteggiamento complottista a prescindere che mira non a verificare i fatti ma a trovare riscontri a idee precostituite. I governi e i servizi segreti tendono, dopo gli attentati, a coprire i propri errori, anche sviando l’opinione pubblica e con una sovrabbondanza di dettagli sorprendente e contraddittoria rispetto ai tempi di un’indagine e al segreto istruttorio. Organizzazioni come l’Isis hanno imparato le tecniche per amplificare l’eco della loro propaganda. E poi c’è chi ha interesse ad ingigantire la percezione delle minacce dell’Isis, manipolando filmati che vengono attribuiti allo Stato islamico ma che molto verosimilmente non sono opera dei terroristi islamici, come dimostrato da esperti di tecniche cinematografiche e dai giornalisti che hanno colto dettagli rivelatori, ma sistematicamente ignorati dalla stampa mainstream, che ama le visioni in bianco e nero. E il cui coraggio intellettuale è alquanto intermittente.

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