Padoan: “Addio a Schengen più pericoloso di crisi euro”

Non usa mezzi termini il ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan: mettere in discussione il trattato di Schengen è più pericoloso della crisi dell’euro.  Il numero uno di via XX Settembre è intervenuto nel corso di un congegno organizzato alla facoltà di economia alla Sapienza a Roma  e si è soffermato sull’attuale situazione dei migranti e le politiche europee per risolvere l’ondata di profughi.

“Quello dei rifugiati non è solo uno shock esogeno come lo chiamano gli economisti ma un cambiamento di stato della natura. Infatti in molti paesi confinanti con l’Europa non ci sono più condizioni di vita dignitose e la gente vede l’Europa come un rifugio sicuro”.

Un problema quello dei migranti che rischia seriamente di mettere in discussione quello che per l’Europa è stato “un grande risultato”, ossia il trattato di Schengen, dice Padoan.

“L’Europa in questa fase eccezionale rischia come forse non ha mai rischiato da quando è stata inventata. Tra i maggiori elementi di rischio, la messa in discussione del trattato di Schengen che è più pericolosa della crisi dell’euro perché mette al centro diverse visioni nazionali dell’Europa che rischiano di prevalere”.

Ma oltre al trattato di Schengen, gli altri elementi di rischio citati da Padoan sono la sicurezza che rappresenta “un cambiamento fondamentale dello stato d’animo dei cittadini” e l’andamento dell’economia “non soddisfacente” soprattutto per loccupazione.

Grande timore anche per l’ipotesi Brexit, ossia l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue, che potrebbe provocare emulazioni in altri paesi.

“La Brexit è un ipotesi grave in sé perché minerebbe l’integrazione nell’Unione Europea e perché rappresenterebbe un esempio non virtuoso su come uscire da un accordo, pur in un contesto democratico. Questo metterebbe in moto meccanismi anche in altri paesi in un momento in cui l’Europa sta diventando, nella percezione di molti, non la soluzione ai problemi, ma un problema”.

 

Fonte: wallstreetitalia.com

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