Chi ha perso nelle elezioni negli States? Il giornalismo!

Incredibilmente Donald Trump viene incoronato presidente degli Stati Uniti con una maggioranza schiacciante, quasi tutti gli stati indecisi fino all’ultimo infatti hanno scelto per lui e come al solito abbiamo assistito al valzer delle analisi postume.

I soliti “intellettuali” ci hanno deliziato delle critiche verso la Clinton, delle ricostruzioni più fantasiose sui motivi delle scelte degli americani e degli errori fatti in campagna elettorale dallo staff della Clinton, insomma ancora una volta si fanno chiacchiere sul nulla con la facilità di improvvisare un’analisi pseudo-plausibile interpretando a piacimento un evento accaduto.

Ma al di là di ogni analisi politica, c’è un fenomeno che dovrebbe essere il grande tema di discussione delle elezioni americane, un fenomeno che si sta delineando sempre più anno dopo anno, evento dopo evento: l’estinzione del vero giornalismo.

Trump
Trump in una delle sue buffe espressioni

In America durante la campagna elettorale neanche un giornale ha dato spazio al programma di Trump e alle sue proposte, nessuno lo ha mai considerato un candidato reale alla presidenza americana. E’ vero, Donald Trump è una persona al limite dell’instabilità, che ha sfruttato argomenti populisti, spesso anche in maniera contraddittoria, con il solo scopo di attirare voti, ma qualcuno si è occupato di cosa volesse fare una volta presidente?  Qualcuno ha illustrato per bene le inquietanti informazioni venute fuori dal mail della Clinton divenute pubbliche?
No! Tutti erano presi a scrivere lo scoop sull’ultima uscita dell’imbarazzante Tycoon e a riderci su, senza approfondire chi ci sia alle spalle dei due candidati e dei loro programmi.

La poca serietà con cui ormai viene svolto il mestiere del giornalista porta verso il pensiero unico mediatico, non si vogliono e non conviene avere voci fuori dal coro, il giornalista non fa più inchieste bensì commenta insieme a tutti i suoi colleghi quello che riporta una singola agenzia di stampa.

In questo scenario, se si aggiunge la pressione che viene esercitata sulle testate giornalistiche da forze politiche, grandi sponsor multinazionali ed eminenze grigie che lavorano da dietro le quinte, si capisce come l’informazione sia falsata se non a volte utilizzata proprio come mezzo di controllo.

Tra le tante email trafugate alla Clinton ve ne è una abbastanza esemplificativa di quanto affermato in precedenza. Si tratta di una lettera scritta da Matt Browne alla Clinton nella quale candidamente dice che la LENA (Leading European Newspaper Alliance) sarebbe lieta di facilitare la comunicazione della Clinton verso i cittadini europei.

La LENA è un’unione di quotidiani nazionali a livello europeo che si impegnano a seguire una linea comune e pubblicare contemporaneamente specifici articoli e commenti al fine di consolidare un’unica opinione pubblica europea, tutto ciò mascherato come giornalismo di qualità! Chi ne fa parte? Le maggiori testate giornalistiche europee, tra cui La Repubblica (Italia), Die Welt (Germania), El Pais (Spagna), Le Figaro (Francia), Le Soir (Belgio), Tages-Anzeiger (Svizzera) e Tribune de Genève (Svizzera).

LENA
Email in cui la LENA offre il suo aiuto alla Clinton per darle visibilità in Europa

Questo fa capire come il 99% del media mainstream è dedicata a mantenere lo status quo, ad attaccare chiunque può minare la rete di interessi che garantisce loro una lauta sussistenza e quindi tende a schierarsi apertamente contro chiunque si scagli contro quell’intreccio di potere che comprende stampa, politica, finanza e imprenditoria.

Chiamiamola connivenza, chiamiamola pavidità oppure chiamiamola esplicitamente corruzione, ma il risultato è lo stesso: si è creata una battaglia di opinione dell’alto verso il basso, dove il basso è costituito da persone normali o disagiate, che, a differenza di quelle più influenti, non hanno ancora trovato lo spazio di essere rappresentate.

Il New York Times, nel tentativo di rimettere insieme i cocci, ha ammesso chiaramente questa miopia, si scusa di aver perso il contatto dalla realtà ed ha affermato che è stato qualcosa di più di un fallimento: <<E’ molto di più dell’aver sbagliato i sondaggi, perché si è trattato dell’incapacità di percepire la ribollente rabbia di una parte così vasta dell’elettorato americano, che si sente abbandonato all’interno di una ripresa economica che non coinvolge tutti e tradito da una serie di accordi commerciali che considera una minaccia al proprio posto di lavoro voluta dall’establishment di Washington, da Wall Street e dagli organi di informazione>>.
E’ per questo quindi che i giornalisti non hanno messo in discussione i sondaggi e anzi hanno descritto i sostenitori di Trump come quelli che non avevano il contatto con la realtà. <<E alla fine è stato il contrario>>.

Mentre all’estero alcuni importanti giornali stanno facendo un bagno di umiltà, in terra italiana invece troviamo addirittura chi si sbilancia dicendo che le masse votano per dispetto o per ignoranza, che bisogna stare attenti ad evitare ulteriori avvenimenti simili, confondendo “volere popolare” e “populismo”, gettando le basi per un augurio di una oligarchia illuminata. C’è persino chi arriva a dire che <<la gente che elegge Trump è il peggio del peggio della società americana>> e che <<il suffragio universale comincia a rappresentare un serio pericolo per la civiltà occidentale>>. Incredibile, ma vero, il mondo alla rovescia!
Praticamente politici e giornalisti non interpretano più la realtà come la vede la maggior parte delle persone? Bene, allora bisogna mettere a tacere il parere delle persone perchè le loro scelte sono pericolose.

Opinionisti prezzolati che non si pongono la domanda “ma non sarò io che vivo nell’ovatta e nei salotti, mentre là fuori esiste la dura realtà”? A questo punto chi è la civiltà occidentale: gli elettori oppure loro?

E i sondaggi? Continuano a prendere cantonate su cantonate, tutti davano per certa la vittoria di Hillary Clinton; come si è potuta prendere una svista di questa portata?
Come mai, in definitiva, i sondaggi hanno la stessa attendibilità delle previsioni fatte da una cartomante per strada?
La risposta è molto semplice: le persone che vengono contattate dai sondaggisti sono persone che hanno determinati tipi di servizi in abbonamento e che vengono chiamate periodicamente sui numeri telefonici che lasciano, per la maggior parte utenze telefoniche fisse.  Quindi questo fa capire come i sondaggi diano risultati sempre più a favore di una opinione “conservatrice” visto che il bacino campione è sempre lo stesso. In più è chiaro che il pensiero delle persone comuni e disagiate è totalmente escluso da questi grafici:  non vengono raggiunti da nessun sondaggista i “nuovi lavoratori” che vengono pagati 7 euro l’ora per lavorare da mattina a sera, chi non ha tempo da perdere in questionari telefonici, quella marea di indigenti che non sottoscrive nessun abbonamento e chi non ha proprio nessuna utenza telefonica. Questi individui costituiscono una platea enorme e per di più in crescita, che rimane invisibile agli occhi dei media e dei sondaggisti, ma sono proprio coloro che più di altri non tollerano più questo “sistema” e disprezzano tutti coloro che consciamente o incosciamente permettono la sua autosussistenza, come piccole rotelline di un odioso ingranaggio più grande.

Ci sono diverse morali da trarre da questa storia: la prima è che ormai, anno dopo anno, vi è una sorta di “immunizzazione” da parte dei cittadini verso il pensiero unico mediatico che rimbalza su riviste, giornali, televisioni e che rappresenta lo “scollamento” totale tra i mass media e il mondo reale; la seconda è che non funzionando più il condizionamento mediatico che storicamente ha sempre “normalizzato” determinate scelte, le persone ora reagiscono più d’istinto, prendendo decisioni anche difficili che un tempo avrebbero spaventato l’opinione pubblica.

Ora, siccome si è capito che l’agitare spauracchi di apocalisse, distruzione, pestilenza e carestia non funziona più, prepariamoci a vederne delle belle forse anche più grosse del ciclone Brexit e di quello Trump.

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