Via Equitalia e arriva il risparmio? Forse…

Il 15 ottobre scorso il nostro Premier ha illustrato i principi della Legge di Stabilità 2017, quali saranno gli interventi e il relativo effort economico, quali i soggetti e le categorie coinvolte.

Oggi ci concentriamo sulle sue parole in merito alla chiusura di Equitalia, tema “caro” e più volte accarezzato, in passato, da diversa parte della nostra politica perché latore di consenso popolare. Davvero pensano che nessuno di noi abbia compreso che “il mostro nero” Equitalia non è altro che il perfetto capro espiatorio per quelli che tengono le fila del potere? Che proprio loro, in primis, non hanno alcuna intenzione di cambiare nella sostanza le cose? Sarebbe banale puntualizzare, poi, le tempistiche di questa operazione, casualmente alle soglie del Referendum. D’altronde ormai abbiamo fatto il callo al giochino del “tutto fa brodo” per una manciata di voti….

Tornando al nostro tema, non entreremo nel merito se sia giusto o meno, a livello di modello organizzativo, un Ente Riscossore (Equitalia Servizi di Riscossione SpA) accorpato all’Ente Accertatore (Agenzia delle Entrate), la cosa sostanziale è constatare ancora una volta come le cose dette siano solo proclami, per lo più errati, falsi nei contenuti, strumentali nella forma.

Renzi esordisce dicendo che l’idea di Equitalia, nata da Visco e Tremonti, era giusta, peccato però che si sia rivelata “troppo vessatoria”. Su che basi, tuttavia, agisce Equitalia? Ha forse discrezionalità? No, esegue pedissequamente quello che prevede la normativa. E chi scrive la norma? Il parlamento, oppure, come ormai da prassi, il Governo stesso tramite Decreti.
Ergo…perché attribuire ad un Ente esecutore di essere vessatorio, se sono stato proprio io, rappresentante primo del Governo, ad obbligarlo ad usare quelle armi? Oppure, per quale motivo, se ritenevo tali “armi” così scandalosamente “vessatorie”, non le ho modificate? O ancora, perché approvo che, se quelle stesse armi non vengono usate, la Corte dei conti può invocare il danno erariale contro l’operato di Equitalia?
Il Presidente del Consiglio ha dichiarato:

Il modello di Equitalia è stato inutilmente polemico nei confronti dei cittadini e vessatorio. Chiuderla vuol dire chiudere quel modello lì

Quindi, da una parte, Renzi, sebbene il primo “Responsabile” in quanto capo di Governo, prende le distanze da Equitalia dall’altra si attribuisce il merito degli entroiti di Riscossione ottenuti. E continua:

In fatto di recupero fiscale “noi” abbiamo ricavato 14,5 miliardi di euro. Se c’è un governo che ha fatto un record siamo noi. Mettete in fila i risultati, noi abbiamo fatto più di tutti. E’ un dato di fatto. E’ come dire che il Real Madrid che non sa cosa sia la coppa dei campioni.

Ciò è davvero sfrontato. I soldi recuperati dall’evasione non sono forse quelli che  hanno consentito di avere coperture per alcuni degli interventi previsti proprio dalla Legge di Stabilità “passodopopasso” proposta dal Governo?

Il pezzo forte del discorso, però viene dopo. Quello che fa breccia, quello che abbindola, quello che spicca in prima pagina su tutti i giornali senza che nessun giornalista si sia preso la briga di verificare e contraddire.

Vi libero dal modello Equitalia e, in più, risparmio!! Una ricetta magica…

E come?

Non con la rottamazione delle cartelle, chi deve pagare paga, ma non paga smisurati interessi e more che erano previste dalla filosofia da cui Equitalia partiva.

Questa è davvero una perla.

Primo messaggio tendenzioso ed errato: Equitalia non ha “filosofia”, Equitalia applica solo la legge.

Secondo: risparmio di 4 miliardi chiudendo Equitalia. Falso anche qui. I 4 miliardi millantati come “risparmio” (quando uno pensa a risparmio pensa a tagli di costi, spese, stipendi, immobili) non sono altro che sanzioni e interessi correlati a debiti non pagati e per i quali è stata inviata una cartella di pagamento. Ebbene, se tale cartella è stata ricevuta fino al 31 dicembre 2015, le sanzioni e gli interessi richiesti non sono più dovuti, abbuono del Governo! Con buona pace degli Enti Impositori!! E si, perché la verità è che sanzioni e interessi sono di spettanza degli Enti, nemmeno un centesimo di Equitalia, come fa intravvedere Renzi. La legge è chiara, ad Equitalia spetta solo il compenso di riscossione (aggio), tutto il resto, quindi (imposta, sanzioni e interessi),è sempre di spettanza degli Enti.

Questo risparmio che viene sbandierato come si otterrebbe, quindi? Non c’è una risposta, perché non è un risparmio. Ai cittadini poco attenti potrebbe sembrarlo perché di fatto non pagano 4 miliardi di sanzioni e interessi, ma sono anche 4 miliardi in meno che entrano agli Enti, e che in qualche modo, prima o poi, in qualche “forma” noi ripagheremo. Il segno corretto da mettere davanti a questo “tesoretto” di 4 miliardi è un meno, non un più.

Avrete quindi ben compreso che il risparmio dei 4 miliardi e la chiusura di Equitalia non sono affatto correlati. L’abbuono di interessi e sanzioni è una misura che il Governo adotta oggi, ma avrebbe potuto attuare in qualsiasi momento. Perché ora, dunque? E’ il prezzo da pagare per rendere “conveniente” la campagna del “Chiudo Equitalia”.

E sarebbe questa la riforma della riscossione? Non è certo con il cambio del nome e del logo di Equitalia che si modificano le cose, si devono rivedere le leggi con iniziative coraggiose tese all’efficientamento del servizio, si devono modificare le tabelle ministeriali che determinano le sanzioni che gli Enti applicano, i tassi di interesse, si deve dare la possibilità a chi riscuote di non “accettare” una richiesta di pagamento che arriva sbagliata dall’Ente Impositore, la possibilità di correggere gli errori prima di buttare sul territorio le famose “cartelle pazze”, si devono responsabilizzare gli Enti al “chi sbaglia paga”, quindi se si inviano richieste di pagamento errate si viene sanzionati. Insomma ci sarebbe tanto da fare e invece… ce la caviamo con l’invio di un sms.

Se non paghi una tassa  dal 7 novembre ti arriva un sms e non un ufficiale giudiziario.

Anche qui, terzo messaggio, completamente sbagliato. L’intervento dell’sms al cittadino è un’attività che, per essere rilasciata il 7 novembre, sarà stata concepita da tempo in casa Equitalia, la Equitalia dell’ ”oggi” avrà fatto investimenti per sviluppi tecnologici che consentissero la realizzazione dell’iniziativa.

Non può essere venduta, quindi, come “il modello di domani”. Infine, in perfetto stile premier, non vi pare una semplificazione eccessiva dire che per ogni tassa non pagata ti arriva un sms? Vedremo quando il servizio sarà lanciato se e quanto in effetti sarà fedele alle anticipazioni e quindi quanto sapore avrà di “nuova era rivoluzionaria”.

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